Finché non si realizzerà, come nello scenario cyberpunk di Richard K. Morgan in Bay City, che ci risveglieremo nella pelle di un altro, qualche centinaio d’anni dopo la nostra morte, con pile corticali “custodie” della nostra persona, backup completo dei nostri ricordi, capacità, immagini, inserito dentro un corpo nuovo, che si rigenererà incessantemente da nuovi risvegli, QUI e ORA noi umani, uomini e donne, avremo sempre una pelle a cui badare!

Oggi molti di noi si lasciano sedurre da improbabili promesse di cosmetici antinvecchiamento, specie per il viso, e siamo tutti incessantemente in oscillazione tra tipologie contrapposte di prodotto: chimica o naturale-bio al 100%, esotico o km 0, ecocompatibile o causa di deforestazioni planetarie, detossinante o epatotossico, free di tutto o free di niente, fai da te o pronto da superlab industriale. Anche il marketing ci spinge fraternamente alle selezioni più seducenti, relega l’INCI a livello di annunzio terroristico, minimizzato a dimensione illeggibili, così restiamo più sereni nell’affidarci alle lusinghe del prodotto dal nome magico per tornare belli, in forma, giovani e sani. Lo stregone e lo sciamano della tribù sono figure grigie, e disarmate, difronte ai farmacisti ed agli erboristi di oggi che possono prendere dallo scaffale creme dai nomi irresistibili per la nostra famelica necessità di ringiovanire con un ingrediente nuovo, inusuale.

I prodotti del “famolo strano” della cosmesi spesso hanno nomi e componenti immaginifici, evocativi, talvolta ansiogeni, alcuni ancestrali e spesso, molto spesso, anche repellenti come la bava di lumaca, il veleno di api, il veleno di vipera. Poi abbondano i rimedi cosmetici affidati al buon nome dei santi, da San Lorenzo a San Rocco, o i derivati dagli animali, vicini e lontani, come il grasso di pecora, il grasso di visone (quello utile anche per il manto dei nostri animali e per i nostri scarponi), le uova di pesce, fino al modaiolo rimedio segreto delle geishe che consiste nel guano essiccato (Uguisu no fun), e purificato, di usignolo del Giappone, raccolto nei cespugli dove si posano.

In quanto appassionati alla difesa di poveri serpenti tormentati, immolati ormai solo nell’immaginario, perché la sostanza estratta da vipere è ormai più efficacemente sostituita dal suo gemello brevettato di sintesi, e nonostante siano ancora molti i fans del potente placebo della pubblicità siamo certi che la ricerca cosmetica abbia obiettivi in linea con la vera innovazione ed il miglioramento effettivo della nostra qualità di vita e quindi possa anche esimersi da formulazioni all’insegna del “famolo strano”.

Creme per il viso con utilizzo quotidiano da biotecnologia botanica

Fra i temi più dibattuti dalla ricerca scientifica medica ci sono le cellule staminali embrionali umane, ma forse non tutti sanno che la ricerca in campo dermatologico e cosmetico si occupa anche di cellule staminali vegetali. Parliamo di quelle cellule indifferenziate, risorsa vegetale di ricambio e di riparazione, che sanno evolversi in qualsiasi altra cellula, laddove la debbano sostituire perché danneggiata, capaci di rigenerare differenti tessuti in ogni parte della pianta in cui sono chiamate ad agire. Questa ricerca costituisce oggi un forte progresso nell’efficacia dei prodotti cosmetici per il trattamento contro l’invecchiamento della pelle.

Gli estratti da cellule staminali inseriti nella formulazione del prodotto di cosmesi conservano, come nella pianta da cui provengono, la loro funzione protettiva, rigenerante, riparatrice delle cellule specifiche tissutali danneggiate. I vegetali oggetto di ricerca biotecnologica botanica sono spesso piante comuni, anche da orto o da frutteto, e concentrano questa tipologia di cellule nelle radici e nelle estremità come nel frutto: la mela (specialmente il melo Uttwiler Spätlauber), il pomodoro, il lampone, le foglie del tabacco selvatico, il fico d’India e molte altre.

Oggi le creme antiaging a base di estratti con cellule staminali vegetali sono disponibili negli scaffali di tutte le farmacie e nellle erboristerie online come www.vepharma.it grazie alle aziende che si affidano alla ricerca cosmetica con le biotecnologie e che ci permettono di usare quotidianamente prodotti affidabili per combattere i danni dell’invecchiamento cutaneo.