Il freddo, lo sappiamo è capace di “conservare” le cose. Basta pensare al cibo che mettiamo nel
frigorifero. Può però far bene anche alla salute. Vi sarà capitato di fare una passeggiata al freddo, in
una tipica giornata invernale quando l’aria è frizzante e le narici pungono. Rientrando vi sentirete
energizzati, con la pelle luminosa e le guance arrossate. Le temperature basse abbinate a uno stile di
vita sano favoriscono lo smaltimento della ritenzione idrica. Il freddo aiuta a riattivare la
microcircolazione cutanea e a tonificare la pelle. Le soluzioni che usiamo solitamente contro la
cellulite in questo periodo risultano più efficaci.

Ecco, questo il principio che è alla base della crioterapia: l’abbassamento di temperatura riattiva la
circolazione e mette in moto il metabolismo. Il termine crioterapia, cura con il freddo, è un recente
metodo di cura per il trattamento di alcune condizioni estetiche e mediche. In realtà, la crioterapia
ha origini molto antiche. Il freddo, inteso come strumento per alleviare i mali più semplici (traumi,
contusioni, febbre) è oggi utilizzato per trattare disturbi dermatologici di media entità, verruche,
acne, angiomi, cicatrici e neoplasie.

Le sue applicazioni sono numerose – dalla dermatologia ai trattamenti estetici – ma esiste anche una
versione estrema che fa tendenza nel Nord Europa. Si tratta di una passeggiata a -135 gradi, detta
crioterapia integrale nata per velocizzare il recupero degli sportivi, ma che sembra avere effetti
miracolosi contro cellulite, acne e anche per curare la depressione. L’utilizzo del ghiaccio nelle
contusioni e nei traumi muscolo-scheletrici aiuta a diminuire la percezione del dolore, grazie
all’effetto analgesico (anche se temporaneo) del freddo sulla zona trattata: l’ipotermia, a livello della
pelle, impedisce infatti la trasmissione degli impulsi dolorosi. Inoltre il ghiaccio viene utilizzato per
alleviare il gonfiore: l’effetto antiedemigeno è correlato alla vasocostrizione indotta, che impedisce
b stravaso di sangue nei tessuti. Tuttavia, i muscoli non riescono a rimanere contratti a temperature
basse: anche in questo caso il ghiaccio è utilizzato per sciogliere i muscoli, perché quando sono
posti a contatto con una fonte fredda, si rilassano (ha dunque azione antispastica e miorilassante).
Anche in questo caso, l’effetto della crioterapia è duplice e complementare: il muscolo può
rispondere con un aumento o con una diminuzione di tono. O dipende dal tempo di applicazione
del freddo nella zona interessata: se l’applicazione del ghiaccio è di breve durata si assiste a un
aumento del tono muscolare, viceversa nel caso in cui l’applicazione sia prolungata. In questa
tecnica, la temperatura scende di 50°C sotto lo zero al minuto: così facendo, si creano dei cristalli di
ghiaccio tra le cellule.

Il fabbisogno energetico dell’organismo aumenta per far fronte alle basse temperature, così da poter
bruciare più calorie e gestire meglio il freddo percepito. Sia per lo sportivo che per il sedentario, si
raccomanda sempre una dieta varia ed equilibrata,  ricca di frutta e verdura di stagione.